MI HAI CHIESTO PERCHÉ NON HO PIÙ LA MACCHINA
6 Maggio 2017
L’altro giorno mi hai chiesto perché non ho più la macchina… Perché non ce la ho più? Non ho più la macchina grazie a te e all’amore che mi lega a te.
Prima che tu nascessi quello speciale 2/2/2000 io ero un’altra persona, la tua nascita e l’amore che provo per te mi ha profondamente cambiato.
Pochi mesi dopo, mentre tornavo da una regata in aereo, al tramonto, mi sono affacciato dal finestrino e guardando verso Roma ho visto una cappa color bronzo che copriva la città. Subito ho pensato a te, a te che ti facevo vivere in quello schifo, mi sono sentito in colpa, ma poi sono atterrato, sono tornato a casa, ho visto il tuo bel faccino e tutto era passato.

Lo sguardo verso la città
Ma quello sguardo verso la città era diventato un tarlo che lavorava piano piano, nel frattempo sono nati i tuoi fratelli che vivevano anche loro in quella cappa.
Prima che tu nascessi, non avevo mai pensato all’inquinamento e come tutti noi uomini stavamo distruggendo il nostro pianeta, per me gli ecologisti erano persone invasate, i problemi erano altri, bisognava pensare solo alla crescita e al guadagno.
Il tempo passava e voi crescevate, avevo voglia di trasferirmi in campagna per farvi respirare un’aria migliore, ma anche la campagna non è il massimo con tutti i veleni che spargono sulle varie colture e poi comunque mamma non voleva lasciare Roma e crescendo anche voi volevate rimanere in città per le vostre scuole ed i vostri amici.
Con il tempo poi molte cose sono cambiate…
Io ho cominciato a riprendere la bici, da principio per allenarmi, poi per alcuni spostamenti e sapendo che non vi avrei potuto portare a vivere in un posto meno inquinato ho cominciato a vivere e a pensare diversamente, per far migliorare la città dove vivi tu e i tuoi fratelli.
Amore se ho smesso di avere una macchina e ho cominciato a muovermi a pedali lo devo a te e ogni giorno, cercherò di rendere la città dove vivi e abiti, migliore e meno inquinata.
Ti voglio bene
Papà!!
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[ Lettera di Papà Leone Rocca a sua figlia Francesca]
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