Uno spettacolo indecoroso.

Questa mattina in via Petroselli si è riunita la Commissione Lavori Pubblici con S.I.M.U. (Sviluppo Infrastrutture e Manutenzione Urbana), Dipartimento Mobilità, Agenzia Mobilità, Polizia Locale, e altri organi amministrativi e politici per discutere delle problematiche legate alla messa in sicurezza dell’incrocio in cui ha perso la vita Marco Artiaco.
La dinamica è stata la seguente:
  • Agenzia Mobilità ha mostrato il progetto per la messa in sicurezza l’incrocio;
  • il Comandante dei Vigili XI municipio ha spiegato che il progetto lo aveva visto informalmente ma non gli era stato ufficialmente inviato, pertanto il loro lavoro in merito non può procedere;
  • Agenzia Mobilità ha dichiarato di aver mandato il progetto all’ufficio Lavori Pubblici che avrebbe dovuto inviarlo al Comandante
  • il Dipartimento Mobilità ha spiegato che stanno analizzando le criticità del progetto;
  • il S.I.M.U. ha detto che essendo il progetto di natura straordinaria non è di sua competenza;
  • nel frattempo gli organi politici cercano di capire come risolvere queste situazioni di stallo senza venirne a capo.

Abbiamo assistito a bocca aperta a questo spettacolo indecoroso.

Tutto si svolge in un’atmosfera di serena indifferenza kafkiana. Manca – completamente – il senso della vergogna.
IN PRATICA: 5 mesi fa moriva Marco Artiaco, lasciando moglie e 2 figli a causa di un incrocio folle ed abbandonato a se stesso da anni. Di incroci così a rischio (a detta del Comandante del XI municipio) solo in quella zona se ne contano circa una decina. In 5 mesi non si arriva nemmeno ad un progetto adeguato ad indire una gara d’appalto per la realizzazione.
Questi ingranaggi girano a vuoto. Dobbiamo trovare il modo di agganciarli ad una trazione utile.

Il Bike Manager non serve a niente

Venerdì prossimo, 10 Febbraio, alle ore 17 in Via Capitan Bavastro 94, il Bike Manager capitolino ha invitato le associazioni e i movimenti dei ciclisti urbani per un punto della situazione a Roma.
Durante questi primi mesi di incarico, il Bike Manager ha tenuto nota della sua attività attraverso una serie di comunicati (attualmente siamo al n. 27).
Vediamo allora quale impatto ha avuto l’attività del Bike Manager sulle nostre vite e su Roma.
  • Sfalcio della ciclabile Tevere (comunicato n. 2)
  • Sfalcio della ciclabile Tevere Nord (comunicato n. 6)
  • Collocazione di una rastrelliera all’interno dell’assessorato alla mobilità (comunicato n. 13)
  • Ripristino del trasporto bici su alcuni mezzi ATAC (comunicato n. 22)
  • Apertura del cancello di Via dei Lugari, traversa Appia Antica (comunicato n.27)
Se vi sembra poco, fate caso anche ad un altro fatto: non v’è traccia dell’idea che alla bicicletta venga riconosciuto il diritto (scritto persino nel codice della strada) di utilizzare le strade della Capitale. 
Non v’è traccia della possibilità di sottrarre alle automobili il dominio assoluto dello spazio urbano. Non fa eccezione neanche lo sblocco del progetto per la ciclabile Nomentana (comunicato n. 22) che elimina poche dozzine di posti auto sul bordo della strada ma lascia immutata la viabilità della Nomentana e confina le biciclette sul lato morto, e denso di ostacoli, della via. Un progetto antico, che prendiamo così com’è solo perché è certamente meglio del nulla a cui siamo ormai assuefatti.
A Roma, la situazione è questa.
Chi già usa la bici a Roma continua a farlo “a suo rischio e pericolo” e subendo quando possibile le volgarità di chi, dentro un’automobile, si sente padrone.
Chi non usa la bici è letteralmente terrorizzato dall’idea di affrontare l’oceano di automobili di cui è inondato il suolo di Roma.
A Roma (contrariamente a quanto accade ad esempio a Milano) è un’odissea persino installare a proprie spese degli stalli per biciclette sul suolo pubblico, mentre automobili e scooter sul suolo pubblico possono stazionarci in eterno.
La Regione Lazio ha predisposto la bozza di regolamento che renderebbe obbligatorio il parcheggio bici nei condomini, ma l’avvocatura di Roma Capitale non riesce a trovare i documenti inviati dalla Regione.

Lo scorso 22 Luglio un muraglione è precipitato sulla ciclabile Tevere. Una situazione di pericolo già segnalata dalla Sopraintendenza agli organi competenti del Regione Lazio. Il Pubblico Ministero cui è stato affidato il nostro esposto per disastro colposo, dopo circa tre mesi non ha ancora neppure iniziato le indagini.

 Non si riesce neppure a mettere mano al tunnel di Santa Bibiana. Sono meno di 100 metri di strada: il passaggio obbligato per chi si sposta in bicicletta fra interi settori della città. Ci vogliono 20 minuti e poche decine di euro per disegnare una corsia ciclabile utile. Quella popolare che c’è ora necessita urgentemente di manutenzione ordinaria.
Nel Rione Monti e in Via del Mandrione, la popolazione è sul piede di guerra per rivendicare quattro posti auto e una scorciatoia che eviti uno dei tanti deliri mattutini sulle vie consolari.
Intanto sulle autostrade che attraversano il centro e le periferie di Roma si continua a morire. Durante l’ultima settimana, la violenza stradale ha ucciso Gabriele (28 anni), Federico, Ambra, Gjesika, Riccardo (18 anni) e Matteo (19 anni).
Se il Bike Manager serve a questo – assicurarsi che le biciclette non disturbino il traffico automobilistico – possiamo tranquillamente farne a meno. Il Bike Manager non serve a niente.
Un delegato per la ciclabilità appena meno feroce di Paolo Bellino affonderebbe nel pantano dell’amministrazione capitolina senza nemmeno dare segni della propria esistenza in vita.
Roma sembra in punto di morte. Ma noi siamo pieni di vita, vogliamo continuare a vivere, e ci stiamo organizzando per rimanere qui ancora molto a lungo.
L’appuntamento di venerdì in via Capitan Bavastro è al quarto piano. L’incontro è pubblico.

In Campidoglio.

 

Ricapitoliamo.

Valeria Pulieri e Paolo “Rotafixa” Bellino, fondatori e già membri del Consiglio Direttivo di Salvaiciclisti-Roma hanno ottenuto incarichi di rilievo nell’attuale amministrazione: Assessora alla Mobilità e Ambiente nel Municipio XIV la prima, delegato per la ciclabilità dell’Assessora Meleo il secondo.

Marco Pierfranceschi, uno dei blogger che hanno dato vita al movimento #salvaiciclisti, teorico e ispiratore dell’area romana del movimento prima e dell’associazione poi, è Assessore alla Mobilità e Ambiente nel Municipio VII.

Donne, uomini e idee maturate dentro #salvaiciclisti entrano nella macchina amministrativa di Roma Capitale.

E’ una caso? No.

Come siamo arrivati fin qui?
Proviamo a distaccarci per un momento dal valore individuale di queste tre persone e dalle simpatie/antipatie che possiamo nutrire per ciascuno di loro. Tentiamo di mettere a fuoco il contesto politico.

A favore delle donne, degli uomini e delle idee maturate dentro Salvaiciclisti hanno giocato tre fattori fra loro connessi.

Primo: il Movimento Cinque Stelle, uscito largamente vincitore dalle ultime elezioni amministrative, è un partito ancora privo, soprattutto in una realtà complessa come Roma, di una consolidata classe dirigente di riferimento.

Secondo: i riferimenti culturali del Movimento Cinque Stelle facilitano (forse programmaticamente, non sappiamo) da una parte le iniziative interne al Movimento stesso, dall’altra la contaminazione da parte di soggetti della società civile in grado di fare la sintesi di bisogni e visioni diffuse.

Terzo: Salvaiciclisti-Roma, come era nelle intenzioni espresse da molti durante l’Assemblea costitutiva del 10-10-2015, è riuscita a presentarsi come interlocutore riconoscibile e necessario, praticando con determinazione processi partecipati e democratici, muovendosi sulla base di decisioni condivise e presentandosi come soggetto civile in grado di aggregare una visione utile per la città.

Cosa abbiamo oggi?

In primo luogo una novità di assoluto rilievo. Roma-Capitale si è dotata, per la prima volta, di un delegato per la mobilità ciclabile.

Inoltre la delega al “nostro” Paolo va letta nella sua dimensione politica: l’indirizzo dell’amministrazione è di mettere in campo, a favore della ciclabilità, misure radicali. Durante l’audizione del 31 Agosto, Enrico Stefàno e Pietro Calabrese hanno espresso con chiarezza e lucidità una visione ambiziosa sul tema di mobilità ciclabile.

Questi sono due fatti che non possiamo sottovalutare.

D’altra parte, la trasformazione che, secondo noi, Roma dovrebbe subire, richiederà tempi lunghi e certamente non si esaurirà nella breve (al massimo cinque anni) vita di questa amministrazione.

E dunque, che fare?

Abbiamo di fronte due importanti obiettivi.

Il primo è costruire le condizioni per rendere irreversibile il processo che questa amministrazione pare aver avviato. La figura del delegato per la ciclabilità deve diventare un’istituzione stabile anche per le amministrazioni che verranno. Non dovrà essere neppure concepibile l’ipotesi di poter tornare indietro. E’ quindi nostro compito riuscire a garantire, insieme alle altre associazioni che si interessano del tema della mobilità ciclabile, un confronto continuo e indipendente con l’Amministrazione attraverso la figura del delegato: un confronto fatto di proposte quando se ne presenti l’opportunità, e di critica quando sarà necessario.

Per continuare a svolgere questa funzione in maniera indipendente Paolo Bellino si è dimesso dal Consiglio Direttivo dell’associazione. Come stabilito durante l’ultima Assemblea del 3 Luglio, Sabrina Grisòli, prenderà il posto di Paolo Bellino nel consiglio direttivo di Salvaiciclisti-Roma.

Inoltre, sempre su indicazione della nostra ultima Assemblea, l’associazione di è dotata di una rete di referenti territoriali, che allarga la base di persone attive e garantisce una attenzione capillare nei municipi di Roma capitale.

Con il nuovo Consiglio Direttivo e con la rete di referenti territoriali siamo in grado di garantire le condizioni perché la delega espressa dall’amministrazione di Roma-Capitale trovi riscontro in una cittadinanza attiva e attenta a seguirne l’operato.

Il secondo obiettivo, altrettanto impegnativo è quello di riuscire ad aprire una fase nuova nella vita dell’associazione e nelle azioni che riusciamo a mettere in campo. Tutti noi che animiamo la vita di Salvaiciclisti, abbiamo intravisto prima degli altri, e sperimentato direttamente, un modo diverso di vivere la città. Dobbiamo far conoscere la nostra esperienza, e rendere il cambiamento che auspichiamo non solo accettabile ma “desiderabile” dalla maggioranza dei cittadini romani. Questa è la condizione necessaria affinché un qualsiasi cambiamento si realizzi.

Cominciamo subito. Per il prossimo 18 Settembre Marco Pierfranceschi ha proposto, nell’ambito delle iniziative per la Settimana Europea della Mobilità, di pedalare lungo le consolari, dalla periferia verso il centro, per mostrare, ancora una volta, che su queste strade è necessario intervenire con urgenza. La rete di referenti territoriali si è già attivata per contribuire all’organizzazione di questo evento. Invitate i vostri amici. Mostrate a tutti che le consolari di Roma non sono necessariamente lo spazio da dedicare a interminabili code di automobili.

Per i prossimi mesi, abbiamo responsabilità enormi. Non possiamo sperare che un cambiamento accada grazie ad interventi esterni, sia pure illuminati. Non possiamo accontentarci delle briciole. Siamo i protagonisti di un cambiamento in atto. Cerchiamo di esserne all’altezza.

Immaginate Roma

 

Riassunto delle puntate precedenti

  • Abbiamo scoperto (oh meraviglia!) che le politiche in favore della bicicletta sono utili per la mobilità, per la salute, per l’economia e per il benessere generale di una città.
  • Abbiamo dimostrato (CICLOPOP) che anche a Roma si può incentivare l’uso della bicicletta spendendo pochissimi soldi ma avendo un obiettivo politico chiaro: sottrarre spazio alla circolazione/parcheggio delle automobili.

***

L’entrata in carica della nuova giunta ha disgraziatamente coinciso con i tempi della firma del protocollo d’intesa per la realizzazione del GRAB. Per la verità non si è trattato di una disgraziata coincidenza. Il commissario Tronca ha menato il can per l’aia per alcuni mesi lasciando che della questione si occupasse la successiva gestione politica. Legittimo.

Durante l’ultimo mese, quando si è parlato di biciclette a Roma – in bene e in male, chi le vuole e chi non le vuole – si è parlato di GRAB.

Questo è ovviamente il peggio che potesse accadere, ed è inevitabilmente accaduto. La realizzazione del GRAB viene promossa principalmente da Legambiente che – per la fortuna di tutti – ha la capacità di porre i suoi temi all’attenzione pubblica. Dall’altra parte, chi, per motivi che non stiamo a ripetere, ha la necessità di perpetuare il dominio assoluto dell’automobile sulle strade di Roma (e sulle nostre vite) ha buon gioco, a torto o a ragione, nel criticare il costo dell’opera e la sua utilità.

Riteniamo invece che la discussione debba aggredire il nodo politico centrale: promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano e puntare con decisione verso l’obiettivo di una riduzione del parco auto.

I nostri uffici tecnici non sono ancora attrezzati per immaginare una città diversa. I romani considerano le strade in ragione del flusso di automobili che riescono a sostenere. Se potessero, costruirebbero autostrade ovunque. Il Lungotovere (destro e sinistro) non è forse un’autostrada? Via dei Fori Imperiali, non è forse un’autostrada? Non è forse il Colosseo una lussuosa rotatoria?

Le uniche persone in grado di immaginare uno spazio urbano diverso, siamo noi che usiamo la bicicletta per muoverci. A ben vedere, è una responsabilità enorme.

  • Su quali strade a grande scorrimento è possibile avere corsie ciclabili in sede propria?
  • Su quali strade potremmo avere il senso unico eccetto bici?
  • Su quali strade andrebbero eliminati i parcheggi?
  • Quali strade del vostro quartiere potrebbero essere pedonalizzate in maniera integrale?
  • Quali piazze potrebbero tornare ad essere luogo di incontro dopo essere state degradate a enormi rotatorie?

Guardatevi intorno, immaginate la vostra città. Se non la immaginate voi per primi, Roma non cambierà mai.

Bagaglio a mano.

 

Durante questa settimana (4 e 5 Agosto) sono previste in Campidoglio le audizioni dei vertici di ATAC S.p.A. e Roma Metropolitane S.r.l.  .

#Salvaiciclisti-Roma ha inviato queste due richieste, una per ATAC e una per Roma Metropolitane, al Presidente della Commissione Trasporti e all’Assessora per la Città in Movimento, perché in audizione venga discusso il potenziamento del trasporto intermodale a Roma.

#Salvaiciclisti-Roma ritiene fondamentale, come uno degli strumenti per l’aumento della ciclabilità a Roma, che Roma Metropolitane ampli gli orari dell’ingresso delle biciclette nelle metropolitane esistenti e lo renda gratuito come incentivo all’utilizzo sia delle bici sia delle metropolitane, e che Atac ripristini al più presto il servizio di trasporto sui tram di nuova concezione e sulle linee bus dedicate; ricordiamo che il servizio, sperimentale nel corso del 2015-2016, è stato interrotto a causa di non precisati “rischi” del trasporto delle bici sui mezzi, e in caso di reiterazione del diniego chiede che vengano forniti i dati su morti, feriti e danni causati dalle biciclette in fase di trasporto all’interno del mezzo, anche in relazione all’afflusso.

L’Associazione giudica la sospensione del servizio -in cui le bici sono state finalmente indicate come “bagaglio”, al pari di passeggini e contrabbassi- un inaccettabile ritorno al passato e un disincentivo antistorico allo sviluppo della ciclabilità”.

#dajecaterina è #Salvaiciclisti

A gennaio, alla riunione di Salvaiciclisti-Roma, proposi all’Assemblea che fosse patrocinata la pedalata #dajecaterina.
Durante la stessa assemblea venne stabilito che nessuno del Direttivo di Salvaiciclisti Roma si sarebbe candidato alle comunali Roma.

Dopo la meravigliosa dimostrazione di umanità ed affetto che ho ricevuto ieri da tutti voi e da tanti altri, posso dire che non avremmo potuto fare scelta migliore.
#Salvaiciclisti è Politica, è una visione di città che prescinde dai partiti, dai movimenti, dalla bicicletta stessa.
#Salvaiciclisti è l’umanità che mostra il suo lato migliore.

Grazie a tutti.
M!!!

Il logo di Salvaiciclisti-Roma per ECC2016

Il logo di Salvaiciclisti-Roma per la European Cycling Challenge 2016.

 

L’Associazione Salvaiciclisti-Roma è un movimento politico. Abbiamo costituito l’Associazione per liberarci dall’imposizione di un modello di mobilità, e conseguentemente di vita, che consideriamo inaccettabile. Questo comporta – nientemeno – un cambiamento della società.

Un paio di settimane fa siamo stati invitati da Roma Servizi per la Mobilità (RSM) a partecipare ad una riunione per la promozione della European Cycling Challenge 2016 (ECC2016). L’inerzia delle istituzioni cittadine nel promuovere le passate edizioni e nell’utilizzare l’enorme e preziosa mole di dati raccolti ha creato nei confronti di RSM un largo malcontento nel crescente numero di cittadini che usano la bicicletta. Abbiamo dunque chiesto a uno dei nostri soci, Lorenzo Quaranta, fra i più attivi nel promuovere le passate edizioni, di partecipare alla riunione senza prendere impegni per conto dell’Associazione.

Dopo la riunione è stato chiesto alle associazioni di inviare un logo per il materiale promozionale di cui quest’anno, per la prima volta, si occuperà RSM.
A molti è parso un segnale positivo. Ad altri è parsa un’iniziativa tardiva, priva di attrattive. Questa diversità di vedute si è espressa durante l’ultima Assemblea di Salvaiciclisti-Roma. Abbiamo discusso animatamente la questione ECC2016 ed abbiamo preso atto, attraverso un voto finito un parità, del sentimento contrastante riguardo la partecipazione alla sfida europea. Questo sentimento, vale la pena ripeterlo, è il risultato dell’inazione di RSM che oltre a non promuovere la passate edizioni non ha fatto alcun uso dei dati, lasciando tutto nelle mani dell’attivismo diffuso.

L’Assemblea dello scorso 16 Aprile ha quindi incaricato il Consiglio Direttivo della decisione riguardo l’uso del logo #SIC-RM a supporto di ECC2016.

Nel tentativo di interpretare lo spirito trasversale dell’iniziativa, abbiamo proposto alla costellazione di associazioni, gruppi, coordinamenti che si occupano di ciclabilità a Roma di rinunciare ciascuno al proprio segno identitario scegliendo di supportare l’iniziativa di RSM sotto l’ombrello comune della coalizione #romapedaladipiù, che attualmente aggrega 19 soggetti ed ha promosso tutte le passate edizioni. Sarebbe stato un segno positivo di continuità ed un ideale passaggio di testimone a RSM che – finalmente – decide di promuovere la ECC.

Purtroppo la nostra proposta è stata ignorata dai più e respinta con durezza da una esigua minoranza di sigle. Ci dispiace che si scelga di utilizzare questa occasione per promuovere se stessi e la propria etichetta. Ne prendiamo atto e andiamo avanti.

L’obiettivo di Salvaiciclisti-Roma non è promuovere una sigla ma rappresentare un’istanza di liberazione da un modello di mobilità, e dunque di vita, che ci viene imposto e che consideriamo dis-umano. Lo abbiamo scritto nello statuto e nel manifesto dell’associazione.

Coerentemente con questo obiettivo,  abbiamo deciso di partecipare alla prossima sfida europea utilizzando il simbolo del Partito Ciclista Italiano, portatore di un sentire che viene dal vasto. Utilizzeremo questo simbolo anche per la nostra squadra cittadina. Invitiamo tutti i soci di Salvaiciclisti-Roma a partecipare ad ECC2016 iscrivendosi alla squadra PCI e a registrare almeno 10km di percorrenza durante il mese di Maggio, in modo da diventare partecipanti attivi, e a coinvolgere le persone a loro vicine. E già possibile iscriversi attraverso il sito http://cyclingchallenge.eu/.
Vogliamo che questa iniziativa porti vita nelle strade della città e sia l’occasione per altri cittadini di iniziare la propria liberazione. Inoltre ci aspettiamo un forte e concreto impegno da parte di RSM ad utilizzare i dati che verranno raccolti per ls pianificazione di una nuova mobilità, utile alle esigenze dei cittadini romani.

Avanti pedalatori!

Sabato 2 aprile chiamata a raccolta sull'Aurelia

Siamo stufi di pagare con le nostre vite per gli sbagli e la noncuranza di altri.

In meno di una settimana, il tratto di Aurelia subito fuori dal GRA è
stato teatro di due gravi incidenti che hanno visto i ciclisti vittime
della guida distratta ad alta velocità e del mancato rispetto del Codice della Strada.

Su una strada extraurbana principale a carreggiate separate da
spartitraffico invalicabile, ciascuna con due corsie di marcia e
banchina pavimentata a destra, dovrebbe essere impossibile assistere a
tragici spettacoli: i fatti dimostrano che così non è.
L’abuso continuo e inarrestato dell’utilizzo delle automobili espone ciclisti e pedoni
a pagare ogni anno un prezzo troppo alto in termini di vite e ferite.

Sabato 2 Aprile, con appuntamento alle 9,44 a piazza Irnerio,  i ciclisti romani pedaleranno per pretendere il
rispetto del Codice della Strada, indicare gli abusi dello spostamento veicolare a motore come causa prima delle morti in strada  e avere, come modernità impone, dignità e sicurezza dello spostamento.

Dimissioni subito #Bastamortinstrada

Ci associamo all’appello lanciato da Rotafixa perché, dopo che due cittadini sono stati assassinati mentre si spostavano in bicicletta, il comandante dei vigili urbani di Torino, Alberto Gregnanini, ha rilasciato dichiarazioni che riteniamo inaccettabili ed irricevibili. Chi ha il compito di far rispettare le regole e garantire la sicurezza degli utenti della strada non può scaricare la responsabilità sull’utenza dolce, i ciclisti urbani, lavandosi le mani dal sangue delle vittime. Per questo ed altri validi motivi il comandante Gregnanini si deve dimettere.

Invitiamo tutte le associazioni ed i gruppi informali di #Salvaiciclisti in Italia ad aderire e sostenere l’appello.

Di seguito il comunicato di Bike Pride Fiab Torino:

Noi di Bike Pride Fiab Torino apprendiamo con piacere dalle colonne di la Repubblica Torino che il Comandante della Polizia Municipale di Torino Alberto Gregnanini vuole contribuire alla sicurezza dei ciclisti preparando un Vademecum che spiegherà loro le regole base della sicurezza.
In un’ottica di dialogo e collaborazione i ciclisti hanno deciso di aiutare la Polizia Municipale nell’arduo compito di gestione dei ciclisti indisciplinati e pericolosi che infastidiscono i virtuosi guidatori della Città dell’Auto.
Ecco quindi un Vademecum che aiuterà la Polizia Municipale a riconoscere meglio le situazioni di agio che vanno garantite agli automobilisti, anche a costo di chiudere un occhio sul codice della strada. In fondo chi guida è gente che lavora.
Parcheggio in doppia fila: è un attimo, raramente supera l’ora, se uno ha un appuntamento non può perdere tempo a cercare posto. Se va a fare shopping nemmeno, in fondo muove l’economia.
Si tratta di una modalità di parcheggio particolarmente apprezzabile poiché mette in pericolo la vita dei ciclisti, rimuovendone qualcuno di tanto in tanto.
Parcheggio su pista ciclabile: simile a quello in doppia fila, ha l’ulteriore vantaggio di far innervosire il ciclista, contribuendo alla sua rimozione dalla strada causa travaso di bile.
Svolta o uscita dallo spazio di sosta senza verificare la presenza di ciclisti: va sanzionato il ciclista in qualsiasi caso perché graffia la carrozzeria.
Mancata precedenza: situazione esistente solo nella mente del ciclista invasato convinto di viaggiare a 50km orari. In realtà l’auto ha sempre precedenza perché chi la guida ha fretta.
Ferimento o uccisione di un ciclista tramite spalacamento della portiera al momento giusto: premiare l’automobilista che con la sua precisione contribuisce all’eliminazione di ciclisti.

Suggerite anche a voi ai vigili il modo più efficace per eliminare i ciclisti più indisciplinati.

‪#‎Bastamortinstrada‬, ci vediamo domani, mercoledì 27 gennaio, alle 12.30 davanti a Palazzo Civico: