Il 27 Novembre #romapedala

 

L’appuntamento è per domenica 27 Novembre alle 10.30 in Piazza dei Cinquecento, davanti alla Stazione Termini. L’Associazione Salvaiciclisti dà il via ufficiale all’ambizioso progetto di revisionare e migliorare la rete di percorsi ciclabili proposta nel Piano Quadro della Ciclabilità, approvato nel 2012 e tuttora rimasto lettera morta.

In occasione della prima ricognizione della ciclabilità nei quartieri di Roma, l’associazione invita chiunque abbia una bicicletta in casa a partecipare al contest di fotografia urbana Roma Senz’Auto. Bisognerà scattare fotografie per le strade di Roma dove sia presente almeno una bicicletta e dove non si vedano automobili.

Ecco il programma della giornata

  • Appuntamento alle 10.30 a Piazzale dei Cinquecento
  • In piazza dei Cinquecento si formeranno i gruppi territoriali che faranno le ricognizioni dei percorsi ciclabili (ciascun referente sarà ben visibile!). Si potrà scegliere se partecipare ai gruppi di ricognizione o pedalare in autonomia e scattare fotografie di Roma Senz’auto.
  • Al segnale – il potente fischietto di Lalla – si parte.
  • Tornando verso i propri quartieri, scatteremo foto di ricognizione dei primi percorsi ciclabili individuati e – chi vuole – potrà soffermarsi a fare foto per Roma senz’auto (in autonomia oppure in gruppo). Il lavoro di ricognizione proseguirà dal 27 in poi in autonomia nei territori dai gruppi formati.
  • Le foto andranno pubblicate entro le 18 sulla bacheca dell’evento #romapedala (https://www.facebook.com/events/1613269182311466/), oppure su Twitter con gli hashtag #romapedala e #romasenzauto
  • Le foto per il contest Roma Senz’auto devono essere pubblicate entro le 18.00 di domenica 27.
  • Useremo le 12 foto migliori per il calendario 2017. Gli autori delle 12 foto migliori avranno il calendario in regalo. La Giuria: Francesca Mosca, Agnese Sama,Elisabetta de romanis, Elisa koldsey, Piero Ventura. Presiede la giuria Sergio Gatto.

 


L’Associazione si pone come obiettivo quello di stimolare l’amministrazione di Roma Capitale nella progettazione e realizzazione di una città viva che non resti un coacervo di monumenti e lamiere.

La revisione della rete ciclabile segue un processo scaturito dall’esperienza quotidiana di chi conosce ogni angolo di questa città: individuare le isole urbane, e i poli di scambio o interesse al loro interno; collegare idealmente queste isole aggiungendo lo schema delle consolari, come una ragnatela; sostituire i collegamenti immaginari con il percorso più breve, o più agevole per le biciclette; cercare i collegamenti fra aree limitrofe e individuare delle “porte” e passaggi obbligati per ricucire la rete.

Le automobili hanno reso questa città pericolosa per i suoi abitanti e per i turisti.
Il traffico congestionato, l’inquinamento, lo spazio sottratto alla vita delle persone portano sempre più cittadini romani ad usare la bicicletta come mezzo di spostamento principale e quotidiano. Tuttavia l’assenza totale di infrastrutture per gli spostamenti(corsie ciclabili), per la sosta (stalli pubblici e rastrelliere in scuole e condomini), per il trasporto intermodale (vagoni per bici sui treni metropolitani) rendono ancora faticosa la vita dei ciclisti urbani.

Roma ha bisogno di Zone 30, consolari ciclabili, corsie ciclabili diffuse , senso unico eccetto bici, e della Tangenziale delle Biciclette, un percorso ad anello che circonda il centro della città, che partendo da Piazza del Popolo congiunga Via Del Corso, Via dei Fori Imperiali, Via Labicana, Viale Manzoni, Viale Pretoriano, Corso Italia, per poi scendere nuovamente a Piazzale Flaminio dentro Villa Borghese.

 

La Ciclabile Tevere

 

Facciamo il punto della situazione.

Lo scorso 22 Luglio il muraglione di contenimento del Tevere è crollato all’altezza del Ponte Sublicio e le macerie hanno invaso la corsia ciclabile.

La Dorsale Tevere è una delle arterie più transitate da chi usa la bicicletta per spostarsi a Roma. Per puro caso non passava nessuno e nessuno si è fatto male.

Dopo il crollo, l’abbandono.

Il gruppo dei Volontari Ciclabile Tevere ha cercato di farsi sentire organizzando un flash-mob nell’area interessata dal crollo.

Salvaiciclisti-Roma ha formalmente diffidato le autorità ritenute competenti a intervenire con urgenza con lavori di messa in sicurezza e manutenzione straordinaria dell’arigine, anche in vista dell’arrivo delle piogge e di possibili piene del fiume.

L’autorità competente per gli interventi sull’argine del Fiume è la Regione Lazio. Anche il Roma Capitale, lo scorso 19 Ottobre, ha richiesto alla regione di costituire un gruppo di per procedere al ripristino della ciclabile e di seguito ha richiesto all’Agenzia per la Mobilità di predisporre un percorso alternativo.

Ma non è accaduto nulla. O meglio, qualcosa è accaduto, sono arrivate le prime piogge e sono crollati altri pezzi di muraglione.

L’unico, insignificante segnale che abbiamo ricevuto noi è stato un timido scaricabarile dalla Direzione Generale del Ministero dei beni cluturali verso la Soprintendenza Speciale per Colosseo e Area Archelogica di Roma, che però non pare avere alcuna competenza sull’area in questione.

A questo punto ci stiamo domandando se non siano stati commessi dei reati.

Da una parte, l’art. 27 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio prevede che in caso di assoluta urgenza, possano essere effettuati interventi provvisori indispensabili per evitare danni al bene tutelato anche in assenza della previa autorizzazione del Soprintendente.

Dall’altra esiste il reato di disastro innominato colposo (art. 449 e 434 del codice penale).
Secondo la sentenza di Cassazione n.19349/2007 non è necessario che si verifichi effettivamente il disastro, e quindi il danno. E’ necessaria invece una concreta situazione di pericolo per la pubblica incolumità.

Fatevi un giro lungo la Ciclabile Tevere, all’altezza del Ponte Sublicio e verificate con i vostri occhi se la vostra incolumità non sia in pericolo.

Abbiamo un piano

 

Intanto segnatevi una data e non prendete impegni: 27 Novembre 2016.

Qui sopra vedete la mappa dei (possibili) percorsi ciclabili a Roma secondo il Piano Quadro della Ciclabilità di Roma Capitale.

La prima versione è stata licenziata dalla giunta Alemanno il 24 Aprile 2012. Successivamente il piano è stato recepito e ampliato dalla giunta Marino all’interno Piano Generale del Traffico Urbano con la delibera approvata il 16 Aprile 2015.

Le linee rosse sono i percorsi ciclabili esistenti.

Le linee viola sono i percorsi in fase di progettazione.

Le linee  blu sono i percorsi richiesti dai municipi.

La mappa è certamente imprecisa. Fra i percorsi dati per esitenti sappiamo bene che l’Appia Antica è tutto fuorché ciclabile. Il 20 Dicembre scorso 2015 (#occupyappiaantica) abbiamo faticato non poco fermare le auto che volevano a tutti i costi percorrere l’Appia Antica nonostante la pedonalizzazione domenicale. Il tratto di strada fra Porta San Sebastiano e il Quo Vadis è uno dei più pericolosi di tutto il GRAB, recentemente approvato dalla giunta Raggi.

La mappa è certamente incompleta. Fra i percorsi in progettazione non v’è traccia della Nomentana. Un progetto nato male e periodicamente dato sull’orlo della realizzazione. Poco importa che la Nomentana sia uno degli assi maggiormente transitati da chi si sposta in bicicletta.

La mappa è certamente migliorabile, con decine di percorsi che si interrompono bruscamente nel nulla, senza motivo apparente.

Ma soprattutto la realizzazione dei percorsi indicati sulla mappa è finanziata con una quota dei proventi delle sanzioni amministrative, che nel 2016 a Roma dovrebbero superare i 325 milioni di euro.

Perché allora dal 2012 a Roma non è stato fatto nulla per facilitare la vita alle biciclette e quindi alla città? Perché le poche piste ciclabili che abbiamo sono mal fatte, mal tenute e costellate di incroci letali? Perché i pochi attraversamenti ciclabili su strada sono solo quelli clandestini, pardon: popolari?  Perché decine di migliaia di persone stanno ancora aspettando il minimo segnale per poter dire: sì, prendo la bicicletta per andare al lavoro.

Oltre ad avere un ritardo di decenni rispetto ai paesi europei, abbiamo un ritardo di anni rispetto a noi stessi.

Dobbiamo smuovere Roma. Il prossimo 27 Novembre Salvaiciclisti-Roma sarà in strada, in giro nei quartieri di Roma, per correggere le imprecisioni del vecchio Piano Quadro, completare le parti mancanti, migliorare la rete locale. Andiamo a immaginare come sarebbero i nostri quartieri con le biciclette.

Seguiteci.

Verbale Assemblea Settembre 2016

Assemblea dei Soci del 27 Settembre 2016

Grazie a tutte e a tutti per la numerosa partecipazione all’Assemblea dello scorso 27 Ottobre.
Cliccando qui troverete il verbale completo dell’Assemblea.

Per i prossimi mesi abbiamo avviato un progetto che prevede:

  • la costruzione di un nuovo sito web
  • l’individuazione di una strategia di social media marketing
  • un percorso di formazione per le pubbliche relazioni.

Il progetto verrà gestito da ICT Dynamics e mira a creare le basi per il fund raising necessario per le attività associative.  Al progetto parteciperà un gruppo di lavoro costituito a 5 persone. Al momento si sono candidati a partecipare: Lalla Cis, Daria Quaresima, Filippo Crostella, Enza Fasano, Gianluca Toni, Marzia Risucci, Anna Becchi, Luca Manzi.

Inoltre, il gruppo dei Referenti Territoriali si occuperà della verifica/revisione del Piano Quadro della Ciclabilità del 2010. Vogliamo ridisegnare la mappa dei percorsi ciclabili di cui Roma dovrà dotarsi.

A breve metteremo a disposizione di tutti i contatti dei Referenti Territoriali. Nel frattempo, se volete contattare il referente del vostro municipio potete contattare il Consiglio Direttivo (direttivo.roma@salvaiciclisti.it).

Il Consiglio Direttivo.

#romapedala

Il 18 settembre, in occasione della Settimana europea della Mobilità Sostenibile ci sarà un concentramento di biciclette al palo 27 dei Fori Imperiali, per sollecitare Roma Capitale a realizzare presto la rete di corsie ciclabili di cui la città ha bisogno.

SALVAICICLISTI-ROMA si attiva per promuovere l’iniziativa #romapedala

Il 18 settembre, in occasione della Settimana Europea della Mobilità Sostenibile (o come preferiamo noi “dolce”), ci sarà un concentramento di biciclette al palo 27 dei Fori Imperiali, dove la bici bianca per Eva, investita e uccisa il 29 ottobre 2009, ricorda quotidianamente le assurde e sciocche mancanze di Roma e lo stato bieco dell’uso motorizzato delle strade della nostra città.

L’appuntamento è in via dei Fori imperiali per le 12. Qui verrà simbolicamente rappresentata una corsia ciclabile. Per la prima volta, Roma Capitale ha annunciato di volersi dotare di un bike-manager per sollecitare la nuova amministrazione a realizzare presto una rete di corsie ciclabili in tutta Roma. Vogliamo che sia riconosciuto finalmente anche a Roma, come in tutte le grandi capitali europee, il diritto di tutti ad usare la strada in sicurezza.

Per arrivare all’appuntamento e possibile aggregarsi a uno dei bicibus che domenica attraverseranno Roma, dalla periferia verso il centro.

Aurelio –
https://www.facebook.com/events/1592648081036383/

Trionfale –
https://www.facebook.com/events/1165674260148845/

Cassia –
https://www.facebook.com/events/1603795736587904/

Nomentana –
https://www.facebook.com/events/1746601915589637/

Tiburtina –
https://www.facebook.com/events/1849570285271881/

Prenestina –
https://www.facebook.com/events/1773767406239623/

Casilina –
https://www.facebook.com/events/195104257569673/

Settimo –
https://www.facebook.com/events/1024256861023166/

Magliana –
https://www.facebook.com/events/1257703977596391/

Dodici –
https://www.facebook.com/events/1774914879431879/

In Campidoglio.

 

Ricapitoliamo.

Valeria Pulieri e Paolo “Rotafixa” Bellino, fondatori e già membri del Consiglio Direttivo di Salvaiciclisti-Roma hanno ottenuto incarichi di rilievo nell’attuale amministrazione: Assessora alla Mobilità e Ambiente nel Municipio XIV la prima, delegato per la ciclabilità dell’Assessora Meleo il secondo.

Marco Pierfranceschi, uno dei blogger che hanno dato vita al movimento #salvaiciclisti, teorico e ispiratore dell’area romana del movimento prima e dell’associazione poi, è Assessore alla Mobilità e Ambiente nel Municipio VII.

Donne, uomini e idee maturate dentro #salvaiciclisti entrano nella macchina amministrativa di Roma Capitale.

E’ una caso? No.

Come siamo arrivati fin qui?
Proviamo a distaccarci per un momento dal valore individuale di queste tre persone e dalle simpatie/antipatie che possiamo nutrire per ciascuno di loro. Tentiamo di mettere a fuoco il contesto politico.

A favore delle donne, degli uomini e delle idee maturate dentro Salvaiciclisti hanno giocato tre fattori fra loro connessi.

Primo: il Movimento Cinque Stelle, uscito largamente vincitore dalle ultime elezioni amministrative, è un partito ancora privo, soprattutto in una realtà complessa come Roma, di una consolidata classe dirigente di riferimento.

Secondo: i riferimenti culturali del Movimento Cinque Stelle facilitano (forse programmaticamente, non sappiamo) da una parte le iniziative interne al Movimento stesso, dall’altra la contaminazione da parte di soggetti della società civile in grado di fare la sintesi di bisogni e visioni diffuse.

Terzo: Salvaiciclisti-Roma, come era nelle intenzioni espresse da molti durante l’Assemblea costitutiva del 10-10-2015, è riuscita a presentarsi come interlocutore riconoscibile e necessario, praticando con determinazione processi partecipati e democratici, muovendosi sulla base di decisioni condivise e presentandosi come soggetto civile in grado di aggregare una visione utile per la città.

Cosa abbiamo oggi?

In primo luogo una novità di assoluto rilievo. Roma-Capitale si è dotata, per la prima volta, di un delegato per la mobilità ciclabile.

Inoltre la delega al “nostro” Paolo va letta nella sua dimensione politica: l’indirizzo dell’amministrazione è di mettere in campo, a favore della ciclabilità, misure radicali. Durante l’audizione del 31 Agosto, Enrico Stefàno e Pietro Calabrese hanno espresso con chiarezza e lucidità una visione ambiziosa sul tema di mobilità ciclabile.

Questi sono due fatti che non possiamo sottovalutare.

D’altra parte, la trasformazione che, secondo noi, Roma dovrebbe subire, richiederà tempi lunghi e certamente non si esaurirà nella breve (al massimo cinque anni) vita di questa amministrazione.

E dunque, che fare?

Abbiamo di fronte due importanti obiettivi.

Il primo è costruire le condizioni per rendere irreversibile il processo che questa amministrazione pare aver avviato. La figura del delegato per la ciclabilità deve diventare un’istituzione stabile anche per le amministrazioni che verranno. Non dovrà essere neppure concepibile l’ipotesi di poter tornare indietro. E’ quindi nostro compito riuscire a garantire, insieme alle altre associazioni che si interessano del tema della mobilità ciclabile, un confronto continuo e indipendente con l’Amministrazione attraverso la figura del delegato: un confronto fatto di proposte quando se ne presenti l’opportunità, e di critica quando sarà necessario.

Per continuare a svolgere questa funzione in maniera indipendente Paolo Bellino si è dimesso dal Consiglio Direttivo dell’associazione. Come stabilito durante l’ultima Assemblea del 3 Luglio, Sabrina Grisòli, prenderà il posto di Paolo Bellino nel consiglio direttivo di Salvaiciclisti-Roma.

Inoltre, sempre su indicazione della nostra ultima Assemblea, l’associazione di è dotata di una rete di referenti territoriali, che allarga la base di persone attive e garantisce una attenzione capillare nei municipi di Roma capitale.

Con il nuovo Consiglio Direttivo e con la rete di referenti territoriali siamo in grado di garantire le condizioni perché la delega espressa dall’amministrazione di Roma-Capitale trovi riscontro in una cittadinanza attiva e attenta a seguirne l’operato.

Il secondo obiettivo, altrettanto impegnativo è quello di riuscire ad aprire una fase nuova nella vita dell’associazione e nelle azioni che riusciamo a mettere in campo. Tutti noi che animiamo la vita di Salvaiciclisti, abbiamo intravisto prima degli altri, e sperimentato direttamente, un modo diverso di vivere la città. Dobbiamo far conoscere la nostra esperienza, e rendere il cambiamento che auspichiamo non solo accettabile ma “desiderabile” dalla maggioranza dei cittadini romani. Questa è la condizione necessaria affinché un qualsiasi cambiamento si realizzi.

Cominciamo subito. Per il prossimo 18 Settembre Marco Pierfranceschi ha proposto, nell’ambito delle iniziative per la Settimana Europea della Mobilità, di pedalare lungo le consolari, dalla periferia verso il centro, per mostrare, ancora una volta, che su queste strade è necessario intervenire con urgenza. La rete di referenti territoriali si è già attivata per contribuire all’organizzazione di questo evento. Invitate i vostri amici. Mostrate a tutti che le consolari di Roma non sono necessariamente lo spazio da dedicare a interminabili code di automobili.

Per i prossimi mesi, abbiamo responsabilità enormi. Non possiamo sperare che un cambiamento accada grazie ad interventi esterni, sia pure illuminati. Non possiamo accontentarci delle briciole. Siamo i protagonisti di un cambiamento in atto. Cerchiamo di esserne all’altezza.

Immaginate Roma

 

Riassunto delle puntate precedenti

  • Abbiamo scoperto (oh meraviglia!) che le politiche in favore della bicicletta sono utili per la mobilità, per la salute, per l’economia e per il benessere generale di una città.
  • Abbiamo dimostrato (CICLOPOP) che anche a Roma si può incentivare l’uso della bicicletta spendendo pochissimi soldi ma avendo un obiettivo politico chiaro: sottrarre spazio alla circolazione/parcheggio delle automobili.

***

L’entrata in carica della nuova giunta ha disgraziatamente coinciso con i tempi della firma del protocollo d’intesa per la realizzazione del GRAB. Per la verità non si è trattato di una disgraziata coincidenza. Il commissario Tronca ha menato il can per l’aia per alcuni mesi lasciando che della questione si occupasse la successiva gestione politica. Legittimo.

Durante l’ultimo mese, quando si è parlato di biciclette a Roma – in bene e in male, chi le vuole e chi non le vuole – si è parlato di GRAB.

Questo è ovviamente il peggio che potesse accadere, ed è inevitabilmente accaduto. La realizzazione del GRAB viene promossa principalmente da Legambiente che – per la fortuna di tutti – ha la capacità di porre i suoi temi all’attenzione pubblica. Dall’altra parte, chi, per motivi che non stiamo a ripetere, ha la necessità di perpetuare il dominio assoluto dell’automobile sulle strade di Roma (e sulle nostre vite) ha buon gioco, a torto o a ragione, nel criticare il costo dell’opera e la sua utilità.

Riteniamo invece che la discussione debba aggredire il nodo politico centrale: promuovere l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto quotidiano e puntare con decisione verso l’obiettivo di una riduzione del parco auto.

I nostri uffici tecnici non sono ancora attrezzati per immaginare una città diversa. I romani considerano le strade in ragione del flusso di automobili che riescono a sostenere. Se potessero, costruirebbero autostrade ovunque. Il Lungotovere (destro e sinistro) non è forse un’autostrada? Via dei Fori Imperiali, non è forse un’autostrada? Non è forse il Colosseo una lussuosa rotatoria?

Le uniche persone in grado di immaginare uno spazio urbano diverso, siamo noi che usiamo la bicicletta per muoverci. A ben vedere, è una responsabilità enorme.

  • Su quali strade a grande scorrimento è possibile avere corsie ciclabili in sede propria?
  • Su quali strade potremmo avere il senso unico eccetto bici?
  • Su quali strade andrebbero eliminati i parcheggi?
  • Quali strade del vostro quartiere potrebbero essere pedonalizzate in maniera integrale?
  • Quali piazze potrebbero tornare ad essere luogo di incontro dopo essere state degradate a enormi rotatorie?

Guardatevi intorno, immaginate la vostra città. Se non la immaginate voi per primi, Roma non cambierà mai.

Bagaglio a mano.

 

Durante questa settimana (4 e 5 Agosto) sono previste in Campidoglio le audizioni dei vertici di ATAC S.p.A. e Roma Metropolitane S.r.l.  .

#Salvaiciclisti-Roma ha inviato queste due richieste, una per ATAC e una per Roma Metropolitane, al Presidente della Commissione Trasporti e all’Assessora per la Città in Movimento, perché in audizione venga discusso il potenziamento del trasporto intermodale a Roma.

#Salvaiciclisti-Roma ritiene fondamentale, come uno degli strumenti per l’aumento della ciclabilità a Roma, che Roma Metropolitane ampli gli orari dell’ingresso delle biciclette nelle metropolitane esistenti e lo renda gratuito come incentivo all’utilizzo sia delle bici sia delle metropolitane, e che Atac ripristini al più presto il servizio di trasporto sui tram di nuova concezione e sulle linee bus dedicate; ricordiamo che il servizio, sperimentale nel corso del 2015-2016, è stato interrotto a causa di non precisati “rischi” del trasporto delle bici sui mezzi, e in caso di reiterazione del diniego chiede che vengano forniti i dati su morti, feriti e danni causati dalle biciclette in fase di trasporto all’interno del mezzo, anche in relazione all’afflusso.

L’Associazione giudica la sospensione del servizio -in cui le bici sono state finalmente indicate come “bagaglio”, al pari di passeggini e contrabbassi- un inaccettabile ritorno al passato e un disincentivo antistorico allo sviluppo della ciclabilità”.

Ciclopop

A Verona, durante la Cosmobike – Fiera Internazionale della Bicicletta  racconteremo come sono state concepite, realizzate e utilizzate le ciclopop romane.

Le ciclabili popolari, o “Ciclopop”, sono corsie ciclabili promiscue realizzate da gruppi spontanei di attivisti, sulla base di urgenze ignorate dalle amministrazioni cittadine.

Le Ciclopop si mimetizzano con la segnaletica stradale ordinaria, comportano costi contenuti e tempi di realizzazione molto brevi con vernice bianca e stencil. Sono auto-finanziate dai gruppi che le realizzano in sicurezza e con la rapidità necessaria per azioni dai forti connotati di illegalità.

D’altra parte, la realizzazione delle ciclopop si fonda sul principio dell’autodifesa. A Roma, dove a dispetto dell’uso diffuso della bicicletta non esiste un solo metro di corsia ciclabile promiscua sulla rete stradale, ne sono state realizzate cinque in corrispondenza di passaggi obbligati per l’attraversamento di barriere del tessuto urbano (ponti, sottopassi), comunemente percepiti come pericolosi da parte degli utenti più fragili della strada.

Le Ciclopop sono il potente simbolo di un cambio paradigmatico che fatica a penetrare in città come Roma: gli spazi urbani (incluse le strade) non sono il dominio esclusivo delle automobili ma luogo di condivisione e relazione.

Gli attivisti romani auspicano una rapida conclusione di questa fase di sperimentazione. La realizzazione di corsie ciclabili promiscue dovrebbe essere, per le amministrazioni di metropoli come Roma, una priorità assoluta in tema di interventi per la promozione di un nuovo modello di mobilità.

 

Durante la lavorazione di una ciclabile popolare.

Tabù

La ciclabile popolare di Porta Maggiore, una delle zone di Roma più congestionate dal traffico.

La realizzazione di corsie ciclabili promiscue (non protette, corsie ciclabili come quelle realizzate con costi irrisori durante gli ultimi anni dagli attivisti romani, vedi foto) dovrebbe essere la priorità assoluta per questa amministrazione in tema di mobilità e uso dello spazio urbano.

Roma partecipa – inspiegabilmente -da alcuni anni alla European Cycling Challenge (http://www.cyclingchallenge.eu/).

Il gioco è stato utile e ha dimostrato che è già possibile usare TUTTE le strade di Roma per attraversare la città in bicicletta.

Pochissimi sanno che si può andare bicicletta su TUTTE le strade di Roma e infatti in pochissimi lo fanno. La città è ostaggio delle automobili, il trasporto pubblico diventa inefficiente, la città intera è immobile, inquinata e pericolosa.

La realizzazione di corsie ciclabili promiscue – in pratica la realizzazione di pittogrammi di bicicletta su TUTTE le strade di Roma – non è solo un necessario presidio di sicurezza ma segna la rottura del tabù secondo cui le strade – cioè le superfici rivestite di asfalto o pietre che coprono la quasi totalità delle aree urbane – sono l’esclusivo dominio dei mezzi a motore.

A Roma, è necessario infrangere questo tabù.

No, in verità questo tabù è già stato infranto più volte e viene infranto ogni giorno, ogni minuto. Prima ne prenderà atto questa amministrazione, proseguendo il lavoro iniziato dagli attivisti romani, tanto meglio sarà per tutti.